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Il nuraghe, uno dei gioielli dell'architettura protosarda, è costituito da un una torre centrale e da un bastione trilobato con ai vertici tre torri circolari.

Fu costruito durante l’età del Bronzo, probabilmente nel corso del XVI secolo a. C. Si tratta dunque di un edificio preistorico, edificato quando in Sardegna fioriva la Civiltà Nuragica, della quale il Nuraghe Santu Antine rappresenta una delle testimonianze più significative sia per le dimensioni che per le caratteristiche architettoniche.

Il materiale utilizzato per la costruzione è il basalto, pietra vulcanica locale, e le murature sono interamente costruite a secco, senza l’utilizzo di malta o di altri leganti. Le pietre sono di dimensioni colossali nella parte della base delle strutture, e si riducono man mano che si sale ai piani superiori.

La torre principale - circolare (diam. m 15,50; h. res. m 17,55), originariamente a tre piani e terrazzo - è costruito alla base con file irregolari di blocchi di basalto appena sbozzati e, superiormente, da filari orizzontali di conci più piccoli perfettamente sagomati.


L'ingresso, rettangolare (m 0,78x1,62), sormontato da un architrave con finestrella di scarico, si apre a S-E. Esso immette in un andito piattabandato (m 5,40 x1,53; h m 2,60) dove si aprono, a s., la scala d'andito, e a d. un corridoio anulare (largh. m 1,20; h m 3,15); questo gira intorno alla camera alla quale è collegato da tre ampi accessi con spiraglio di scarico.
Il corridoio è illuminato da 9 feritoie strombate poste a distanza regolare.


Un'apertura trapezoidale sopra l'architrave d'ingresso alla camera immette in un vano ellittico (largh. m 1,60; h m 4) illuminato da un finestrello e dotato di botola caditoia aperta sul suo pavimento.
La camera è circolare (diam. m 5,25; h m 7,93).
La scala d'andito (largh. m 1,30; h m 2,60), a sviluppo elicoidale e sezione ogivale con brevi tratti a piano inclinato, sale ai piani superiori e al terrazzo.
È illuminata da feritoie e mostra all'inizio del percorso una celletta ellittica con due nicchie e una feritoia.
Conduce poi all'andito del primo piano piattabandato (m 1,85x1,25; h m 2,20) illuminato da un finestrone architravato con spiraglio di scarico.
La camera del primo piano, circolare (diam. m 4,85; h m 5,33), è dotata di un bancone-sedile e di due nicchie sopraelevate, la prima provvista di feritoia.
La scala conduce poi alla camera del secondo piano, residua per il filare di base (diam. m 4,25; h m 1,45). Ha l'ingresso ad O e mostra sul pavimento un profondo ripostiglio a pozzo (largh. m 1,60-2,45; prof. m 2,40).
Una rampa finale conduceva in origine al terrazzo.


Il bastione (m 38,80 x m 39; h m 9) - a due piani - racchiude sulla fronte due torri e il cortile, ed ingloba posteriormente una terza torre posta in asse con l'ingresso e il mastio.
L'ingresso del bastione, trapezoidale (m 0,80x1,82), è realizzato nella cortina S-E. Chiuso da un possente architrave sovrastato da finestrino di scarico, introduce nell'andito piattabandato - con ampia nicchia sulla sinistra - che sfocia nel cortile.
Questo ha pianta sub-trapezoidale (m 19,25x7,05) ed è dotato di un pozzo con parapetto (diam. m 0,55; prof. m 5). Vi si affacciano gli ingressi delle due torri frontali, dei corridoi del piano terra e delle scale che portano ai piani superiori.


Le torri secondarie, circolari (diam. m 5,40-5,70; h m 6) e dotate di numerose feritoie, si collegano al cortile con brevi anditi architravati e alla torre posteriore con lunghe gallerie che si sviluppano in parallelo alle cortine; le gallerie hanno sezione angolare (lungh. m 23, largh. m 2; h m 4) e sono illuminate da numerose feritoie,
I corridoi sono collegati tra loro e al cortile attraverso anditi trasversali.
La torre posteriore (diam. m 5,80; h m 7,55), l'unica con ingresso esterno (largh. m 0,80; h m 1,55), presenta un pozzo (largh. m 1,50; prof. m 2,90).
Sul cortile interno si aprono anche gli ingressi sopraelevati alle scale che portano alle gallerie superiori.
Queste (largh. m 1,50; h m 3) comunicano fra loro mediante un andito trasversale e mostrano vani sussidiari con falsa volta.
Le scale conducevano con una seconda rampa, parzialmente conservata, agli spalti del bastione.


Le fasi cronologiche del complesso si collocano dal Bronzo medio al Ferro (costruzione del mastio, erezione del bastione trilobato, impianto e successiva fase edilizia del villaggio) fino all'uso in età storica. I materiali provenienti dagli scavi sono visibili presso il Museo della Valle dei nuraghi del Logudoro-Meilogu di Torralba.

 

Dalla pagina dedicata di Sardegna Cultura